LA SALUTE DELLE OSSA:
Come cambia lo scheletro con l’avanzare dell’età

Il nostro scheletro ci appare come una struttura rigida composta da oltre 200 ossa grandi e piccole su cui si appoggia tutto il corpo. Ecco i nostri con
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Le ossa formano un tessuto dinamico, in continua evoluzione Il nostro scheletro ci appare come una struttura rigida composta da oltre 200 ossa grandi e piccole su cui si appoggia tutto il corpo. Esso quindi apparentemente si presenta come qualcosa di piuttosto statico e fisso nel tempo. In realtà, anche il tessuto osseo, come tutti gli altri organi e tessuti, è un organo molto dinamico e va incontro a molti cambiamenti della propria struttura nel corso di tutte le età della vita. Questi cambiamenti possono essere utili e positivi, portando ad avere ossa forti e solide, ma anche negativi, con riduzione della densità ossea e aumentato rischio di malattie metaboliche dell’osso, come l'osteoporosi, e quindi al rischio di fratture ossee. Dalla nascita fino a circa 20 anni di età, le ossa aumentano la loro dimensione e densità e diventano sempre più forti. Alla fase di crescita segue una fase di consolidamento, che può arrivare fino ai 25-30 anni di età, in cui lo scheletro non si accresce ulteriormente come dimensioni, ma aumenta ancora la propria densità ossea, raggiungendo il picco massimo di massa ossea che osserviamo nell'arco della vita. A questo punto, inizia una progressiva riduzione della densità minerale ossea che continuerà per tutta la nostra esistenza. Dalla combinazione tra livello di picco massimo di massa ossea e rapidità o meno della riduzione progressiva della massa ossea stessa durante la vita dipende il rischio di sviluppare osteopenia (cioè una modesta riduzione della massa ossea), osteoporosi (cioè una riduzione grave della massa ossea) e altre malattie metaboliche dell’osso, che a loro volta si associano a maggior rischio di fratture ossee e altre complicanze, di cui parliamo più avanti.

Consigli per una buona salute dell'osso nelle varie età della vita Come abbiamo detto, nel corso della vita abbiamo due importanti fasi che possono contribuire alla salute delle ossa:
1. costruzione delle ossa: dalla nascita sino ai 20-30 anni avviene la formazione delle ossa come dimensione e come massa ossea allo scopo di raggiungere una buona "robustezza";
2. riduzione della massa ossea: a partire dai 30-40 anni, si osserva una perdita di massa ossea che può essere, da persona a persona, a velocità ridotta (senza grande rischio di malattie metaboliche dell'osso) oppure più elevata (con maggiore rischio di sviluppare queste malattie e di avere rischio di fratture).
Appare quindi chiaro come si debba pensare alla salute delle ossa fin da giovani, per cercare di raggiungere un buon picco massimo di massa ossea. A questo scopo è importante assumere con la nutrizione buone quantità di calcio, fosforo e vitamina D (presenti in latte e latticini, pesce azzurro, legumi, noci, alcune acque minerali, ecc.), praticare una adeguata attività fisica e stare attenti agli stili di vita scorretti, quali fumo e abuso di alcolici. Superati i 40 anni, dovremo pensare a cercare di rallentare la progressiva riduzione della massa ossea. L'osso viene continuamente formato e riassorbito da cellule specifiche, per cui soprattutto nella seconda fase della vita si ha una certa prevalenza della fase di riassorbimento, la cui velocità dipende da moltissimi fattori. Tra quelli che accelerano questo processo, ce ne sono di non modificabili, come quelli genetici e familiari e, nella donna, la comparsa della menopausa, mentre alcuni sono modificabili almeno in parte (corretta nutrizione, attività fisica, fumo e abuso di alcol, uso di alcuni farmaci, ecc.). Quindi, se il punto di partenza è un picco di massa ossea elevato e si prendono le corrette misure di prevenzione, si aumenta la possibilità di arrivare ad età avanzate mantenendo una massa ossea nei limiti della norma. Va notato che la donna, ad ogni età, ha un valore di massa ossea inferiore a quello degli uomini e ciò in parte spiega perchè l'osteoporosi colpisce soprattutto le donne: 1 donna su 4 rispetto a 1 uomo su 10.

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Le malattie metaboliche delle ossa: osteopenia e osteoporosi Se la struttura dell'osso si impoverisce perchè il riassorbimento di tessuto osseo è più rapido della sua formazione, si scende al di sotto dei limiti di normalità. Questa condizione di moderata carenza ossea si definisce osteopenia. Se poi la massa ossea si riduce ancora e quindi si ha un osso particolarmente fragile avremo la vera e propria osteoporosi, che si associa a un aumentato rischio di fratture. L'osteoporosi è la più diffusa malattia metabolica dell'osso e consiste in una riduzione della quantità di tessuto osseo, per cui le ossa, se non c'è frattura, non si deformano, ma diventano più fragili. Ecco allora che anche un piccolo trauma può causare una frattura ossea, tipicamente al collo del femore o al polso. Ma un'altra sede importante delle fratture ossee associate ad osteoporosi sono le vertebre che compongono appunto la colonna vertebrale. Le fratture vertebrali si manifestano con lo schiacciamento delle vertebre stesse che si riducono di altezza e portano quindi a cifosi (= incurvamento) del dorso. E' importante sottolineare che l'osteoporosi, se non ci sono fratture, non dà rilevanti segni e sintomi e non causa dolore articolare, che invece è dovuto alla frequente presenza di artrosi. A volte il dolore dell'osteoporosi è un dolore o senso di pesantezza alla schiena. Spesso a livello lombare che compare dopo che si è stati a lungo in piedi, e scompare rapidamente sdraiandosi. E' quindi una malattia subdola e e "silenziosa". Non dimentichiamo che l'osteoporosi colpisce le persone soprattutto nell'età media e avanzata e che non è una malattia solo femminile con comparsa soprattutto dopo la menopausa, ma può colpire anche gli uomini in età avanzata. In presenza di fattori di rischio, o comunque dopo i 65 anni, è importante valutare la eventuale presenza di osteoporosi. La metodica di scelta per valutare la densità minerale ossea è chiamata MOC DXA.

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Salute dell'osso



e ruolo della prevenzione

Il mantenimento della salute dell'osso e quindi la riduzione dell'incidenza dell'osteoporosi vanno quindi promosse presso tutti i cittadini. L'osteoporosi è una malattia che spesso si può e si deve prevenire, e questo obiettivo si può realizzare essenzialmente con l'informazione. Bisogna far conoscere a tutti - perché tutti siamo potenzialmente a rischio - i fattori di rischio per l'osteoporosi stessa e quali sono le misure che possono aiutarci ad evitarla, a partire dalla età giovane, perchè appunto la vera prevenzione dell'osteoporosi deve iniziare fin da giovanissimi. Infatti, chi, una volta terminato lo sviluppo, ha raggiunto un elevato picco di massa ossea avrà un successivo minor rischio di osteoporosi.